Benvenuti in Dodo's House, il blog che racconta la vita di Dodo, Dado, Lisa e dei loro amici, a quattro zampe e non.

English version here.

giovedì 31 dicembre 2015

Buon 2016

Carissimi Lettori,
vi scriviamo oggi dopo una lunga assenza per augurarvi un Buon 2016 e per scusarci con voi del prolungato silenzio. Per cause che esulano dalla nostra volontà, Dodo's House ha subito un arresto.
Né io né Lisa abbiamo intenzione di abbandonare il progetto, ma non abbiamo modo di sapere adesso quando saremo in grado di riprendere una pubblicazione regolare.
Dodo's House è nato con l'intenzione di far sorridere la gente, come fumetto gratuito fruibile da web. La pubblicazione in volume, per ora disponibile solo in lingua francese, contiene un approfondimento della storia raccontata sul blog.
Ovviamente a noi questo fumetto piace moltissimo e, siccome abbiamo tanto da raccontare, vorremmo salutarvi con l'augurio sincero di ritrovarci a breve a ridere insieme su queste pagine. 
Ma, a prescindere da noi, dal fumetto, dal blog, siamo qui per augurare a voi un Felice Anno Nuovo, un 2016 ricco di novità e sorprese, affetto e prosperità.
Un grazie a tutti voi per averci letto sul blog, grazie a chi ci ha sostenuto comprando il volume (soprattutto a chi non parla francese, veramente grazie)!
Un abbraccio a tutti da parte mia e di Lisa (e tutta la sua banda) e...

(PATAPUM PUM PUM) 
BUON ANNO!
(BOF!)

mercoledì 25 dicembre 2013

Buon Natale 2013

Carissimi,
oggi Lisa e io vi scriviamo per augurarvi un Buon Natale e un felice 2014, ma soprattutto per raccontarvi del regalo meraviglioso che abbiamo trovato sotto l'albero: la versione in bianco e nero del primo volume di Dodo's House (titolo francese: La Maison de Dodo)! TA-DAAA!

...

PUC PUC

Che c'è Lisa? Perché mi tiri il maglione? No, vabbe', dai... perché devi sempre essere così pignola? Ok, ok, hai ragione. Rettifico:

Ahem... ad essere del tutto precisi non è che ci abbiamo proprio trovato fisicamente il primo volume, sotto l'albero. 
Ma la notizia che Dodo's House è stato dato alle stampe, sì!
Non sappiamo ancora la data di uscita nelle librerie francesi, ma fra un paio di settimane o poco più dovremmo avere tra le mani il libro e ovviamente non stiamo nella pelle.
La versione a colori è ancora da completare (sigh), ma quella in bianco e nero è una cosa a parte e ci sta particolarmente a cuore perché non pensavamo che avrebbe visto la luce.
La soddisfazione è tanta, prima di tutto perché Dodo's House è nato in bianco e nero; poi perché quando parliamo di una versione a colori non intendiamo un bianco e nero colorato, ma qualcosa di diverso.

Per spiegarci vi mostriamo una tavola in bianco e nero che voi ben conoscete (la prima del blog, cioè la quindicesima del primo volume) confrontata con la sua versione a colori:



Come potete vedere non esistono campiture nere: la tavola è stata del tutto svuotata per lasciare spazio ai colori, mantenendo della china la sola linea chiara.

Un'altra cosa sulla quale forse non ci siamo spiegate a dovere è che il primo volume di Dodo's House si compone di 46 tavole, delle quali solo una decina sono state pubblicate qui sul blog.
Le rimanenti, inedite, completano la storia ed introducono nuovi personaggi, come ad esempio Mirabella Salvi, agente immobiliare.


Queste nuove tavole non verranno pubblicate sul blog, pertanto l'unico riferimento, per ora, resta l'edizione francese.

Ora, prima di concludere questo articolo, vorremmo farvi un'altra anticipazione, che però con la pubblicazione ha poco a che fare, ma invece ne ha con me e con la creazione di questo fumetto: mi piacerebbe infatti realizzare un articolo che spieghi il processo di sviluppo delle tavole, partendo dalle matite e finendo con l'inchiostrazione.

Non so se arriverà prima il volume stampato o se finirò io per prima di scrivere il mio personale "making off", ma aspettatevi un post sia per l'uno che per l'altro.
Nel frattempo vi auguriamo un Buon Anno Nuovo e... a risentirci nel 2014!

Barbara e Lisa

sabato 3 novembre 2012

La Copertina

Mi sono accorta di avervi promesso una copertina.
Mi sono anche accorta di non aver creato il post dedicato alla copertina.
Mi sono persino accorta di aver dimenticato di non aver creato il post con le candidate alla copertina, che, secondo logica, avrebbe dovuto comparire prima. 
Perciò, presa da questo improvviso lampo di perspicacia, saltiamo i preamboli ed eccoci qua:

Questa è l'illustrazione che andrà in copertina nel primo volume: che ve ne pare?
Be', inutile dirlo: a me piace.
Lisa, invece, non si pronuncia.
Dodo e Dado, per fortuna, non si fanno problemi di linea.

Non fatevi fuorviare dall'andamento verticale: il formato del volume sarà orizzontale, conforme a quello delle tavole online.
Devo fare ancora un paio di aggiustamenti prima di consegnarlo all'editore, ma appena avrò il definitivo lo pubblicherò qua sul blog.

giovedì 1 novembre 2012

Lucca Comics 2012

Wow! E' quasi un anno che non scrivo nel blog (a me sembrava ieri)!
Non è che ci sia da vantarsene, ma... siamo onesti: è un bel risultato, se lo guardiamo dal lato zen - cioè quello del vuoto. 
Contrariamente alle mie speranze, non sono riuscita a portare Lisa a Lucca nemmeno quest'anno - e non posso nemmeno scaricare la colpa su fantomatici organizzatori oberati di richieste, perché, francamente, non ho nemmeno pensato di farla, la richiesta per il banchetto; posso quindi solo incolpare me stessa, ma, grazie al cielo, non tutti sono ignavi come me: ho saputo che il gruppo di Happy Brains, finalmente, ce l'ha fatta! 
E questo cosa significa? 
In breve: si può andare a Lucca e, nella self-area, incontrare Lupi&Mipi di persona! 
Be', in realtà questo è un problema, perché, dopo aver conosciuto quelli veri, è molto facile sbagliarsi e cercare di portare a casa loro invece che la copia cartacea; ma vabbe': non si può avere tutto.
Cosa dire invece del nostro fumetto?
La scadenza, alias la fine dell'anno, si avvicina e mancano ancora 11 inchiostrazioni (del colore non parlo, perché mi vergogno). 
Le tavole che sto passando a china sono ovviamente le più rognose, quelle che lasci per ultime perché speri di sbrogliarne i problemi grazie ad una sorta di intuizione ispirata o più semplicemente all'intervento di una qualche musa (della prima che passa, cioè).
Mi piacerebbe aggiornare di tanto in tanto il blog con un conto alla rovescia, ma lo so che finirei per farmi assorbire dal lavoro e dimenticherei di scrivere su queste pagine per l'ennesima volta.
Ho preso una pausa dalle lezioni e sto correndo più che posso per rispettare la scadenza, ma la realtà è che sono lenta e che probabilmente avrei dovuto interrompere prima le altre attività.
E' la prima volta che mi trovo ad affrontare la creazione di un volume e sto imparando moltissime cose, soprattutto su me stessa. Tempi di lavoro, contrattempi, resistenza fisica... ma anche depressioni e forza di volontà. Tutto viene testato, tutto viene messo alla prova.
Non so cosa sarà del mio futuro o di quello di Dodo e Lisa, una volta consegnate le tavole; in ogni caso, fin da ora sento di dire che ne sarà valsa la pena, quale che sia il risultato che ne verrà. 
Devo essere onesta: ci sono stati dei momenti in cui avrei volentieri gettato tutto via, in cui avrei voluto scappare mille miglia lontano da questa impresa che mi sembrava titanica (ancora adesso lo sembra), se relazionata alle mie capacità. 
Ora, al contrario, nonostante manchi così tanto da fare e con la scadenza sempre più vicina, le sto correndo incontro, veloce come un treno. 
...
Be', un trenino. Su. Non stiamo a spaccare il capello.
Tornando alla fiera di Lucca, non so ancora se andare o meno. Dipenderà molto da come riuscirò ad organizzarmi con il lavoro in questi giorni.
Se non riuscissi, mando un saluto e un grandissimo abbraccio a tutti gli amici che si trovano là, a sgomitare negli stand: mi raccomando, salvatemene una copia!*

*  ogni riferimento a Lupi&Mipi è puramente casuale

domenica 25 dicembre 2011

Buon Natale!

Oggi scriviamo per augurare un Buon Natale a tutti i nostri lettori, vicini e lontani!
Che possiate passare ore felici in compagnia dei vostri cari, magari al calduccio vicino alla stufa, con il vostro cane che dorme appoggiato ai vostri piedi e il gatto in grembo che vi culla con la nenia del suo ron-ron (ogni riferimento a Lisa è puramente casuale).
In questi giorni di festa stiamo approfittando del tempo libero per riorganizzare il negozio su CafePress: stiamo rivedendone la grafica e la struttura, inoltre abbiamo in progetto di creare design esclusivi per gli articoli in vendita.
Con il passaggio, infatti, alla nuova formula di CafePress, non siamo più limitate nel numero di articoli o design da utilizzare e possiamo finalmente creare la vetrina che avevamo in mente, molto prima di quello che avevamo programmato. Quindi, perché non approfittarne?

L'idea sarebbe di far coincidere l'apertura del negozio con l'uscita del volume, ma il tempo a disposizione è poco, diviso com'è tra la realizzazione delle tavole e le lezioni di disegno. Per il momento abbiamo impostato il codice html, creato il banner e realizzato i disegni che andranno su spille e magneti.
Vi terremo comunque aggiornati con nuovi post man mano che procederemo con i lavori.
Un abbraccio a tutti,
Barbara e Lisa

domenica 20 novembre 2011

Dodo a colori

WOW!
DUE post consecutivi nella stessa giornata!
Cosa potrebbe succedere?
L'alluvione è già venuta: nevicherà.

Questo post è dedicato al colore: ecco un'anteprima della trasformazione che subirà Dodo's House nell'edizione francese.

La colorazione ad acquarello è stata richiesta espressamente dall'editore.
Se devo essere onesta, a me non sarebbe mai venuta in mente e, al massimo, avrei optato per quella digitale. Il risultato però non mi dispiace per niente, tanto che avevo pensato di convertire all'acquarello tutte le illustrazioni pubblicate finora.
Prima però devo terminare le tavole del volume.

Restando in tema di colore, in questi giorni sto completando la terza prova di copertina.
Una delle candidate verrà ospitata nello Speciale Donne e Fumetti di Fumettomani@, insieme ad un omaggio personale dedicato alla Nausicaa di Miyazaki.

Per il momento è tutto. Prossimamente: la copertina!

Considerazioni post-Lucca

Questo post nasce dal desiderio di colmare una lacuna che ha, come da titolo, la fiera di Lucca - e, per non rompere la tradizione retrograda di questo blog, abbiamo deciso di farlo ADESSO (li 20 novembre 2011).

Avevamo infatti annunciato ad Aprile l'intenzione di parteciparvi, affittando un banchetto nella self-area.

Non è che poi ci siamo dimenticate di aggiornarvi, è che il nostro banchetto è stato, come chissà quanti altri, messo in lista d'attesa - ed effettivamente, per quel che ne sappiamo, è tutt'ora lì.
Aspettando eventuali notizie di sdoganamento, ci siamo messe a lavorare: Lucca nel frattempo è arrivata e passata e noi non ci siamo mosse da qui.

Personalmente, l'unico mio rimpianto è di non essere riuscita a fare nemmeno un salto alla fiera; non tanto per la manifestazione in sé, che comunque è sempre molto bella, ma piuttosto perché mi sarebbe piaciuto dare un volto alle persone conosciute negli anni attraverso internet e che del fumetto hanno fatto un fulcro attorno al quale vivere, disperarsi e ridere.
Soprattutto mi spiace di non aver potuto incontrare le altre ragazze del gruppo con il quale dovevamo dividere lo stand, tra le quali conosco (dal vivo) solo Lucrezia (Lupi&Mipi), grazie alla quale Lisa e io avremmo potuto prendere parte all'iniziativa.

E se da una parte l'atteggiamento di Lisa è piuttosto rilassato riguardo la faccenda, a me dispiace di non essere riuscita a portarla in fiera: sarebbe stata la prima volta e, chissà, magari avrebbe fatto qualche incontro memorabile.
Be', questo non significa che non proverò a trascinarla in giro con me in qualche altra fiera fumettistica, ma difficilmente si tratterà di una città altrettanto magnifica (senza offesa, ma Lucca ha le MURA, capite? Le MURA!).
E fra un anno ovviamente ritenteremo. Magari avremo più fortuna.

venerdì 29 aprile 2011

Un pomeriggio di Marzo


In casa di Lisa si respira aria di rinnovamenti.
Sarà la primavera?

Se penso che sono ancora bloccata sul trasloco quando ormai Lisa ha aperto il suo B&B mi viene un po' da piangere.
E in più, non vedo l'ora di disegnare le storie di Halloween (che sembrano lontane anni luce).
Comunque, pazienza. Si fa quel che si può!

A Marzo siamo andati a scattare qualche foto per dei riferimenti. E' stato un bel pomeriggio primaverile, di quelli tiepidi e luminosi; eravamo circondate dal profumo delle mimose, trasportato dalla brezza, e dai piccioni.
Veramente tanti piccioni.
Tubavano e passeggiavano e qualcuno si lisciava le penne, mentre qualcun altro invece si arruffava stile palla dopo aver saltellato nell'acqua delle fontanelle.
Come resistere?
Mentre Lisa scattava loro delle fotografie io ne ho approfittato per fare qualche ritratto veloce.

Ma veniamo a noi: la realizzazione del fumetto ha subito uno stop per poter partecipare alla fiera di Bologna, ma da Aprile sta andando avanti.
In questi giorni mi sto specializzando in stufe e camini.
E frigoriferi.

A parte questo, stiamo organizzandoci per fare presenza alla prossima fiera di Lucca (ma è un po' presto per parlarne).

Intanto vi segnalo che a Maggio, a Genova, dal 14 al 15 ci sarà Smack, la fiera del fumetto. Io non sarò presente come standista, ma è molto probabile che faccia un salto da lettrice.
Per il momento passo e chiudo e torno ai fornell... ehm, ehm, alle tavole, sì, alle tavole.
Al prossimo aggiornamento!

mercoledì 9 marzo 2011

Intervista!

Buongiorno a tutti!
Oggi vi scrivo per annunciare l'intervista che Karin Cameron mi ha dedicato sul suo blog: "Karin Won't stop talking"!
Karin è una scrittrice per bambini (ma non solo!) ed il suo blog è molto interessante: alterna a fatti di vita quotidiana e riflessioni personali il suo lavoro di evoluzione nella scrittura; inoltre ogni mese esce un'intervista fatta a persone che ruotano nell'ambiente dell'editoria.
Trovano quindi voce sul suo blog gli scrittori, certamente, ma anche gli illustratori e i critici.
Il sito è in lingua inglese e, se riuscite a sopportare i miei strafalcioni, nell'intervista si parla, tra le altre cose, anche di Dodo e delle sue "origini".
Il link all'intervista è il seguente:

Interview with Italian artist: Barbara Nicora

Nel frattempo il lavoro su Dodo prosegue: ho finito le prime quattro tavole e le ho spedite all'editore. A Marzo mi fermerò un momento perché avrò da preparare qualcosa di nuovo per la fiera di Bologna (lavorando a Dodo non ho più prodotto illustrazioni e il mio portfolio langue), ma da Aprile tornerò operativa.
Adesso vi saluto tutti e... alla prossima!

domenica 23 gennaio 2011

Dodo's House parlerà francese!

Ben ritrovati, cari lettori, dopo una pausa di ben tre settimane...

(brusio, brusio)

...che succede, Lisa? Sono mesi che non ci facciamo vedere?
Ma no, è falso: gli auguri di Natale li abbiamo... sì, vabbe', non c'era nessun disegno; però, tecnicamente...
...Va bene, Lisa.
Come vuoi, Lisa. Comandi tu.

Allora... Ben ritrovati, cari lettori, dopo una pausa di... ok, non le sto neanche a contare.
Il fatto è che...

(commenta, commenta)

...come? Non ho capito. Che dicevate? Si batte la fiacc... Ehi, come sarebbe a dire? Guardate che qua stiamo lavorando per voi! Come dite? A voi non sembra?

PUC PUC

Sì, Lisa? Adesso che c'è?
No che non li sto aggredendo!
Ma certo che non lo possono sapere! Be', se non glielo dico come fanno ad immaginare che...
Ma si capisce. Ma certo che glielo dico. Sono qui apposta! Be', se vuoi dirglielo tu...
Prego, prego.
Dodo's House parlerà francese!
(Perfetto, ora continuo io.)

Come vi avevamo anticipato a Natale, quest'anno sotto l'albero abbiamo trovato un regalo bellissimo: un editore!

Dodo's House uscirà in Francia per Clair de Lune!

(Ehi! Avevo detto che continuavo io!)

Il primo volume sarà di 46 pagine a colori e racconterà del trasloco di Lisa, Dodo e Dado.
Che ne pensate? Non è una notizia fantastica?

Purtroppo questo significa che per il momento il blog subirà un ulteriore rallentamento, ma useremo questo spazio per tenervi informati.

(mormora, mormora)

Sbaglio o qualcuno ha detto che più lento di così c'è solo il vuoto assoluto?

PUC PUC

Che dici Lisa? Sì, io lascio perdere, però tu... ah, giusto! Il titolo!

Dodo's House uscirà con il nome di Maison Dodo!

Abbiamo detto tutto? Sì, mi pare di sì. Possiamo andare!
Arrivederci a tutti! La spegni tu la luce? Dov'è l'interruttore del tuo Pc? Ah, eccolo!

Click!

sabato 25 dicembre 2010

Buon Natale!

Carissimi,
lo giuriamo: non siamo disperse nel Turzikistan.
Non disperate.
Non ci siamo dimenticate di voi.
Sì, lo sappiamo che nessuno si dispera e che, se continuiamo a non farci sentire, è più facile essere dimenticate piuttosto che viceversa.
Ma
, come si suol dire, lasciateci...
POC POC!
Ehm... Lisa si dissocia.
A-ehm... Lasciatemi alle mie illusioni.
Oggi scriviamo per augurare a tutti un Buon Natale e per dirvi che abbiamo in serbo una bella notizia.
Se tutto dovesse andare bene, Babbo Natale quest'anno, oltre alla neve (che è praticamente tutta già sparita, lavata via dalla pioggia), ci porterà un regalo bellissimo.

E' un Babbo Natale un po' anomalo, leggermente in ritardo, che si è tagliato corta la barbetta e gira in moto a tutta velocità (e si schianta ogni tre per due: ecco il perché della sua lentezza - e del suo correre successivo per recuperare la caduta, in un ciclo interminabile di patapunfete e roar-roar).

E che si avveri o no questa possibilità, noi lo ringraziamo dal profondo del cuore.

A voi tutti chiediamo di portare pazienza ancora qualche giorno.
Nel frattempo, possiate tutti passare un magnifico Natale (bianco chi può) come quello che stiamo passando noi; anzi, anche di più!

Un abbraccio e a presto,

Barbara e Lisa

martedì 21 settembre 2010

arretrati agosto 2009

Sono online le tavole dello scorso Agosto, dove incontreremo nuovamente Luca e sua cugina Valeria (che si mostra in tutta la sua prorompente femminilità, a stento contenuta).
Qui di seguito i link diretti alle pagine:

022 - mare
023 - smetti di fissarla
024 - ecco

Prossimamente Marzo e Settembre!

mercoledì 28 luglio 2010

Smontare è più facile

Ed eccomi di ritorno da Sezzadio, ormai già da qualche giorno, a raccontarvi l'esito della trascorsa settimana di mostra.





Per prima cosa, voglio che sappiate che i pannelli hanno retto!
Ho avuto un attimo di suspance quando ho ricevuto una telefonata da Angela Agostinetto, l'organizzatrice della mostra; lei voleva gentilmente informarmi circa l'andamento dell'esposizione, peraltro buono, ma io, appena ho intravisto il numero sul display del telefono, ho avuto un tuffo al cuore: "Ecco", ho pensato, "è venuto tutto giù."

E invece no.

Grazie a Dio (in questo caso palesatosi in forma di puntina) sembrava che nessun foglio si fosse staccato e che, invece, la mostra fosse molto apprezzata, soprattutto dai bambini.

Di questo siamo decisamente molto soddisfatte!

Sono partita quindi per Alessandria nella mattinata di giovedì, stesso orario della volta prima, con una certa ansia, sì, ma molto più stemperata (la telefonata era giunta a fine mostra, quindi, in ogni caso, se ci fosse stata una frana, sarebbe avvenuta in tempo di chiusura).
A parte questa lieve preoccupazione, cosa poteva mai andare storto?
Mancare la fermata del treno, per esempio?
Già.
Appunto.

Io giurerei che tra Arquata Scrivia ed Asti non ci siano state fermate intermedie, ma il piano orario del treno stranamente non sembra confermare la mia versione.


Poiché la teoria del rapimento alieno - o dello slittamento in qualche stringa adiacente spazio-temporalmente sfasata rispetto la nostra realtà oggettiva - sembra essere meno credibile, be', diciamo, di un banale colpo di sonno (sarà che la sera prima non ho dormito affatto per via del caldo), credo proprio che dovrò spiegarmela così.

Ed è anche la spiegazione che ho dovuto balbettare al telefono, perché ero attesa ad Alessandria dall'artista (Marco Briggi) che quel giorno si alternava a me alla mostra - e che doveva ancora allestire - per le 9.30.
Sono arrivata invece, sempre via treno, a mezzogiorno e mezza.

Non ripeterò per gentilezza gli accidenti che quel poveretto mi ha lanciato, anche perché troppo signore per riferirmeli ad alta voce (ma io potevo benissimo vederli girare in tondo attorno alla sua testa). Dirò solo che siamo saliti in auto e giunti comodamente a Sezzadio, dove abbiamo rispettivamente smontato e montato più o meno allegramente per il resto del pomeriggio.

Le lastre di polistirolo erano ancora appese e nessun foglio mancava all'appello, nessuna puntina cedeva alla forza di gravità. Anzi! Meraviglia delle meraviglie, la colla vinilica alla fine aveva pure funzionato, tant'è che per staccare alcune illustrazioni ho quasi (quasi) faticato.

Altre due cose belle sono successe quel giorno:

1) ho imparato a piantare chiodi
2) ho visitato Monferrato (che ho scoperto essere famoso per la grappa)

Poi ho preso il treno e questa volta ho azzeccato la fermata.
E mentre trasportavo i pannelli su per le scale di casa, ho pensato che fosse un peccato utilizzarli una volta sola. Perciò... chissà!

martedì 20 luglio 2010

Istruzioni su come (non) montare una mostra

E rieccomi! Come avevo promesso, oggi vi do quache aggiornamento circa la mostra in corso a Sezzadio.
Siamo andati a montare il 15, una torrida giornata di Luglio (come se le altre fossero differenti), con molte belle speranze di fare un lavoro veloce e pulito. Ma così non fu.
Nonostante avessi programmato tutto con molta calma, si sono verificati degli inconvenienti che ci hanno ritardato, ostacolato e costretti ad una rapida soluzione d'emergenza.
Ma partiamo dall'inizio.
Eravamo rimasti all'acquisto di dieci (10) pannelli di polistirolo, ai quali, mi fa piacere informarvi, sono seguiti: un (1) barattolo da un litro (1lt.) di vernice nera all'acqua, una (1) confezione di angolini per fotografie, venti (20) triangolini di plastica adesivi (leggi: "attaccaglie").
Invece non è stato necessario acquistare (perché già in casa, ma non meno necessari): un (1) barattolo di colla vinilica usato, un (1) sottovaso verde in plastica, un (1) cucchiaino di plastica e un (1) piccolo rullo per la vernice (più un numero imprecisato di fogli di carta assorbente).
Preparare i pannelli è stato lungo, ma tutto sommato divertente; un po' meno divertiti erano gli altri familiari, gatti compresi, che si sono trovati interdetto l'accesso libero al bagno, unico posto della casa in cui chiudere i suddetti ad asciugare senza il pericolo di incorrere in qualche unghia vagante (per essere ottimisti).
E così, mentre scavalcavamo agilmente i sanitari per giungere all'agognata destinazione, con la stampante accesa che sfornava fogli dalla squadratura incerta, senza rendermene conto, piano piano è arrivato il momento di caricare tutto e partire.
Il treno per Alessandria, l'unico regionale piazzato ad un orario utile, parte alle 8.16 da Genova Brignole; il che per me vuol dire alzarsi alle 6.00 (sono lenta ad ingranare al mattino), uscire alle 7.00 e sperare che Dio me lo mandi buono (l'autobus).

Piccola digressione, per i foresti: a Genova gli autobus sono una specie in via d'estinzione. Ogni tanto se ne vede un esemplare solitario che pascola in cerca del branco in zona centro o si dirige verso la periferia nel tentativo di incontrare una zona fertile per la riproduzione (cosa che, ahimè, porta a risultati inquietanti e per niente duraturi, come una occasionale sfornata di autobus di nuova generazione, con le maniglie a due metri di altezza, i sedili posti a tre piani dal pavimento - modelli per questo molto amati e, devo dire, adatti, soprattutto, per gli anziani, vera forza motrice della società genovese - un pannello con piccole spie utilissime, che avvisano il conducente se è: in anticipo, in orario, in lieve ritardo, in abbastanza ritardo, in ritardo poco scusabile, decisamente in ritardo, pesantemente in ritardo, in ritardo oltre l'inverosimile); ma sono per lo più avvistamenti fortuiti e rari - onde la necessità, per i pedoni, di muoversi in branchi riottosi e compatti, assiepati uno sull'altro alle fermate, armati di bolas e lance, nascosti dietro colonne e pali della luce, in attesa che si palesi la preda da assaltare con velocità e inusitata ferocia. Il combattimento è di solito breve e finisce con l'abbattimento dell'animale, che spesso tira le cuoia a metà corsa (e il ciclo ricomincia daccapo).
Fine della digressione.

Mi appropinquo quindi alla fermata di buonora, con lo zaino, la cartellina, il trolley - su cui ho caricato i dieci pannelli verniciati, che si sverniciano solo a guardarli.
Ho fulminato con lo sguardo chiunque sull'autobus si avvicinasse a più di un metro, ma devo dire che la strategia ha funzionato solo per poco tempo; fortunatamente, quando la situazione si faceva critica (borsetta strusciosa a sinistra, minaccia di borsone a destra, collisione di bambini urlanti a fronte), sono arrivata a Brignole e sono scesa.
Lì il numero della compagnia da uno è diventato due e abbiamo preso il treno, che con leggero ritardo ci ha portati sani e salvi ad Alessandria.
Avevo la coscienza tranquilla: la sera prima avevo caricato il cellulare (un reperto dell'anteguerra concesso in usufrutto che utilizzo solo per i viaggi lunghi e per le emergenze) e la macchina fotografica; incredibilmente mi ero ricordata di metterli nello zaino entrambi. Perciò rimasi costernata quando constatai che la mia piccola automatica non ne voleva sapere di accendersi.
Con questo potevo dire addio al "servizio fotografico" che avevo in mente.
Un po' delusi saliamo in corriera e ci risolleviamo il morale, perché l'autista è davvero una persona squisita che non solo ci aiuta a caricare i pannelli, ma si premura anche di trovare loro una sistemazione comoda e sicura per il viaggio; che si rivela a sua volta piacevolissimo, con le chiacchiere minute dei residenti, il panorama sulla campagna aperta e i piccoli agglomerati di case del territorio Acquese.
Arriviamo a Sezzadio attorno a mezzogiorno: ritiriamo le chiavi dello scantinato, fa già così caldo che immergerci in quella stanza fresca e leggermente umida ci sembra un sogno, portiamo dentro il bagaglio, usciamo per acquistare qualcosa da mettere sotto i denti e ci fermiamo a mangiare sulle altalene, all'ombra degli alberi del giardinetto a fianco.
Finalmente, passata neanche una mezz'oretta, ci mettiamo al lavoro.
Scopriamo subito che i pannelli di polistirolo, con l'ultima mano di vernice che ho dato sui bordi del lato lungo, si sono incollati tra loro. Con calma e delicatamente (estremamente delicatamente) li separiamo; purtroppo in molti punti qualche pezzetto del retro (bianco) si è fuso con la parte davanti (nera). Non c'è alternativa: devo riparare la vernice.
Problema: non c'è un rubinetto, un lavandino, un bagno.
Usando l'acqua minerale della bottiglietta comprata al bar dietro l'angolo, diluisco un po' il colore e lo passo sui pannelli. Li mettiamo ad asciugare fuori (con il caldo che fa dovrebbero impiegare un attimo), ma scopriamo subito che non è una grande idea: i veicoli di passaggio creano della corrente che li fa letteralmente volare via; l'arrivo poi di un pallone giallo, che si intrufola rimbalzando sui gradini fino al pavimento, ci fa desistere del tutto. Aspettiamo pazienti chiudendo la porta, mentre ci giungono, attraverso la finestrella aperta posta poco più in alto, le grida divertite dei ragazzini che giocano a calcio.
Nel frattempo, troviamo un modo per salvare il rullo, tagliando la parte superiore della summenzionata bottiglia e immergendolo in acqua, schiacciato a fondo dal cucchiaino di plastica che usavo per mescolare la tinta. Gli facciamo poi un cappottino di nastro adesivo e carta assorbente, con la speranza che tenga fino a casa.
E' l'una e mezza circa quando, vernice asciutta, taglio via dalle stampe la carta in eccesso e le dispongo sul polistirolo per simulare la disposizione delle tavole; arrivano quindi le due e tutto è ben disposto: abbiamo deciso sia l'impaginazione che la sistemazione dei pannelli all'interno della stanza (e ci siamo accorti che, sfruttando i chiodi già infissi nelle colonne, non sarà necessario usare altro spazio - evitando quindi di utilizzare le due grandi lastre nere di materiale compatto, e quindi di difficile impiego, lasciate a disposizione degli artisti).
Le uniche cose che mancano sono gli angolini da applicare ai fogli e le attaccaglie.
Ci mettiamo subito al lavoro e scopriamo con sommo orrore che:
A) il numero di angolini riportato sulla confezione è inferiore al numero effettivo di angoli che abbiamo da inguainare
B) gli angolini adesivi non aderiscono affatto
Se il punto A ci getta nel panico, il punto B invece non ci scoraggia: dopotutto abbiamo la colla!
Tanto per essere tranquilli, prima di utilizzarla facciamo delle prove sul retro del polistirolo per vedere se funziona. All'inizio ci illudiamo (e in parte è vero) che, vista l'umidità del locale, la colla stia impiegando un tempo infinito per asciugarsi, ma che, tutto sommato, faccia presa.
Iniziamo allora a mettere un puntino di colla sotto gli angolini, operazione invero ingrata e oltremodo lenta. Ma niente paura: smettiamo praticamente subito allorché ci accorgiamo che gli angoli dei fogli trattati a questa maniera, invece di aderire alla superficie con maggior tenacia, si arricciano caparbi verso il soffitto - e non c'è verso di fargli cambiare idea.
Se a questo si somma che, pur se agli altri fogli un po' di aderenza venga garantita, appena poniamo i pannelli in verticale, vuoi perché la carta che ho scelto (e volontariamente, facendo un ragionamento, ovviamente sbagliato, a favore del poco peso, che mi pareva un pregio da opporre alla forza di gravità) è troppo leggera, vuoi perché il locale è umido e le stampe hanno inziato ad ondularsi, le tavole si sfilano cadendo inesorabilmente a terra (centrando ovviamente l'unica pozza d'acqua d'infiltrazione umida che si è formata sul pavimento, sotto le summenzionate gigantesche lastre nere, e infradiciandosi) si può capire come a questo punto mi abbia colto una leggera disperazione, stemperata solo dalla scoperta illuminante di come - e qua spezzo una lancia a favore, mio malgrado, delle cartucce originali - l'inchiostro utilizzato fosse indelebile.
Perché, mentre aspetto con angoscia di vederlo spandersi a macchia sul foglio bagnato, dopo un minuto circa realizzo che ciò non si verificherà e tiro un sospiro di sollievo; adagiato lo sfortunato ad asciugare in una pozza di luce, l'unico segno tangibile della sua disavventura sarà una leggera increspatura sul bordo, appena percettibile.
E intanto che lui si abbronza, noi ci lambicchiamo il cervello su come convincere questi benedetti fogli a stare in piedi per una settimana.
A parte la dialettica, lì per lì non ci viene in mente nulla.
Discutiamo sull'opportunità che uno di noi due vada ad Alessandria a cercare una cartoleria per comprare un'altra confezione di angolini, disperando che ce ne fosse una in paese - e soprattutto fornita.
E tuttavia, anche ponendo il caso in cui trovassimo l'articolo che ci serve, come dimostrato dalla sperimentazione il problema non si risolverebbe.
E' a questo punto che pensiamo alle puntine.
Sono poco eleganti e mi hanno detto che sul polistirolo tendono a sfilarsi, ma quale altra opzione ci resta? Venendo alla mostra abbiamo notato, quasi di fronte all'entrata dello scantinato, un tabacchino. Senza por tempo in mezzo (ma ormai sono già le quattro, che tra prove di colla, angolini e messa in piega due ore sono belle che filate), chiediamo una scatoletta di puntine.
Anzi, due sarebbero meglio. Facciamo tre. Ok, quattro e non se ne parli più. A proposito, avete mica anche una scatola di angolini adesivi per fotografie? Sì? Fantastico! Che marca è? Perché quelli che abbiamo noi non si appicci... oh, è proprio la stessa. Ma guarda. Sì, sì, fa lo stesso: prendiamo anche quella.
E torniamo al fresco e via, ad attaccare il resto degli angolini e puntine a più non posso. Che non sono bastate: abbiamo dovuto comprarne altre e, meno male, Dio grazie, che ne avevano un sacco, in quel tabacchino (che è diventato il mio preferito), e tutte bianche!
Dopo alcune prove di resistenza (leggi: sbatacchiamento di pannelli su tavolo), ci convinciamo che è arrivato il momento di posizionare le attaccaglie e finalmente appendere il tutto.
E qua si ripete l'orrore, perché anche la colla di queste ultime non aderisce alla vernice; ma per fortuna sul retro ce n'è poca, giusto quella un po' colata dai bordi, e riusciamo agevolmente a piazzare i triangoli e, successivamente, ad issare i pannelli alle colonne.
Facciamo alcune foto con il cellulare, diciamo una preghierina affinché l'allestimento duri, chiudiamo il locale e ce ne veniamo a prendere la corriera. Tra una cosa e l'altra sono arrivate le sei e mezza e l'ultima corsa per Alessandria parte alle sette e un quarto. Abbiamo fatto giusto in tempo. Ci sediamo e ci rilassiamo su una panchina. Con calma serafica (ma la coscienza in tumulto) torniamo a Genova.
Ed è da quel giovedì che attendo con ansia la telefonata che mi dirà che tutto è piombato a terra. Siamo a martedì e ancora non è successo...

giovedì 1 luglio 2010

Sezzadio - Dodo's House in mostra!

Ciao a tutti e buone vacanze!
Siete già belli abbronzati? Qua a Genova siamo passati da un clima invernale (13°C) ad uno torrido ferragostino (33°C) nel giro di mezza giornata, a dir poco.
Stiamo con gli scarponi da sci incastrati negli armadi alla meno peggio, tra i costumi da bagno, i salvagenti e le racchette da neve, che non si sa mai vengano bene da un giorno all'altro.
Come avrete intuito, visto il clima generale, anche Dodo's House si è preso una vacanza e tornerà a settembre. Nel frattempo, siete tutti invitati alla nostra mostra che si terrà a Sezzadio (provincia di Alessandria) dal 16 al 21 Luglio, in Piazza della Libertà.
Poiché l'inaugurazone è stata fatta una volta sola in comune con tutti gli artisti e prima dell'inizio delle personali, non sarò presente il 16; ma mi recherò lì a montare e a smontare, il 15 e il 22.
Oltre a Dodo's House esporrò le tavole di Pen & Jin e, se ci sarà spazio, anche delle illustrazioni.
Per quanto riguarda Lisa non ho idea di cosa farà. E' un sacco che diserta il blog (di chi sarà mai la colpa? E pensare che questo dovrebbe essere il suo diario... uhm...)!
E' la prima volta che espongo qualcosa e sono emozionatissima.
Diciamo terrorizzata.
Intanto, non ho la più pallida idea di come sistemare le tavole (non distinguo una puntina da un'attaccaglia); secondariamente mi è oscuro il dove.
All'inaugurazione ho ricevuto consigli utilissimi che però, ahimè, non hanno fatto altro che aumentare la confusione. Ora ho la testa piena di parole come "pannelli", "catenelle", "area espositiva", "teli" e così via; e brancolo nel buio più totale.
Ieri sono andata, piena di buona volontà, in missione al Brico Io della Val Bisagno e sono tornata a casa con una decina di pannelli (cioè: io spero con tutta me stessa che siano proprio "pannelli") di polistirolo, che a portarli a casa a mano sull'autobus, be', non pesavano niente, ma... diciamo che c'era un po' di gente ammorbata dal rumore dello sfregamento (a me non fa nè caldo nè freddo, perciò quasi, quasi me ne sono infischiata; quasi).
Ora che ho queste meraviglie a casa mi sento decisamente più artista, ma tutt'ora mi è oscuro il modo in cui dovrei appenderli e a cosa.
Queste fantomatiche catenelle... be', quando ho esposto la mia idea, sempre all'inaugurazione, mi è stato gentilmente fatto notare che il polistirolo non ci sta attaccato, alla catenella; che poi cade e che "sta brutto" che poi il foglio vada per terra e la gente veda la mostra a livello del pavimento.
E io, sì, annuisco d'accordo.
Eppure, come tutto il resto della faccenda mi risulta poco chiaro, mi dico che no, perché mai dovrebbe cadere se non c'è vento e se i fogli pesano poco?
E già questo credo vi dia la misura di quanto impedita sia nelle faccende manuali più difficili del fare un nodo.
Ordunque! Per quale recondito motivo dovreste venire mai ad un'esposizione che si preannuncia così piena di ostacoli e di cattiva organizzazione?
Ve l'ho già detto che la seconda cosa che mi viene peggio è fare pubblicità?
Bene, scherzi a parte, oggi inizio a stampare le tavole.
Una cosa per volta! Sono convinta che la vita si srotoli leggera davanti a noi se la prendiamo nella misura in cui possiamo prenderla, un passo dietro l'altro (falso, ma cerco di convincermi. Vai così!).
Un saluto a tutti e a risentirci presto per gli ulteriori sviluppi!

lunedì 29 marzo 2010

Bologna Book Fair 2010

Ormai lo sapete: quando in questo blog arriva un post con del testo, di solito c'è una fregatura.
E infatti mi sto di nuovo appropriando un momento del mezzo per annunciare un (ennesimo) ritardo nella programmazione delle tavole.
Diciamo subito che è colpa mia.
Lisa non c'entra
.
Benché fossi riuscita a preparare in anticipo (giuro! Infatti a genova ha nevicato a Marzo...) le matite di metà delle tavole, la preparazione per e la successiva partecipazione alla fiera di Bologna mi hanno ostacolato più di quanto avessi immaginato.
Le strisce di Marzo perciò usciranno - non entro la fine del mese, ma - attorno a Pasqua. In pratica, slitteranno di una settimana.
Farò il possibile per realizzare anche l'illustrazione di Buona Pasqua, ma non posso garantirlo in questo momento.
Mi scuso ancora per il ritardo.
Un saluto a tutti e tanti auguri di Pasqua (in anticipo, così mi alleno un po' con il concetto)!

PS. a giorni ci sarà Torino Comics. Pensavo di fare un salto, magari il sabato, a lasciare qualche volantino (leggi: fotocopia in bianco e nero). Se anche qualcuno di voi vi si recasse e avesse piacere ad incontrarmi, sarei ovviamente felicissima di fare la sua conoscenza (e fu così che mi esposi al pubblico ludibrio...).